Promotori: Modena Terzo Mondo Onlus | Uisp Modena
Martedì, 15 settembre 2009

Rossella Fumarola racconta il grande successo dell'evento di Capoeira, organizzato nell'ambito del progetto Com Suas Pernas

I giorni 28 29 e 30 di agosto si è svolto a itapirapuã il primo incontro di capoeira con tema arte da capoeira: educação e cidadania.
L'evento si è aperto venerdì pomeriggio con due lezioni (oficine), la prima che ho tenuto io, di capoeira Angola e rivolta agli alunni che praticano capoeira e che frequentano il Cepami: 20 bambini, la seconda lezione è stata svolta dal monidor Elias, con una prova dello spettacolo da presentare durante la notte culturale: di puxada de rede, una danza-rituale che ricorda la pesta dei marinai nel bare delle coste brasiliane. Alle 19:00 sono arrivate 7 persone di Goiânia, l'istruttore Alicate, monidor Sapao, estagiário Gerreiro, graduado Xérox e altri alunni..... e 12 di Goiás, tra cui l'estagiario Alemão. Tutti appartenenti al gruppo Alemar capoeira, stile Regional. Abbiamo cenato tutti insieme al Cepami. Ore 20:00 si è svolta la roda nella feirina, presenti più di 40 capoeiristi di tutte le età e tantissimo pubblico. Sabato mattina lezione di movimentazione capoeira contemporanea (benguela) divisi i capoeiristi in due gruppi, graduati e non graduati, poi un'oretta di lezione di musica, con strumenti, canzoni e ritmi differenti, principalmente angola e regional. Roda di chiusura amministrata dall'istruttore Alicate . Prima di pranzo arrivo di uma moto da Mozarlandia com Japão e Sorriso. Pranzo tutti insieme e pomeriggio nuova lezione com Istrutor Alicate e graduado Xérox, sempre divisi in due gruppi. Finale. Ore 20,00 arrivo del pullman con persone provenienti da: 5 persone di Pontalina; 25 persone di Bela Vista, tra cui famiglie com bambini piccoli, due bimbi neonati; 20 persone di Goiânia, tra cui Mestre Cacitu.
Sistemazione nelle aule, materassi ecc... Notte culturale con apertura ufficiale dell'evento e tavola di presentazione con locutrice Fátima, coordinatrice progetto pedagogico. Presenti al tavolo: Wanda Macedo, presidente del Cepami, Cida Macedo, Monitore Elias, Rossella Fumarola UISP Modena, Istrutor Alicate e Mestre Cacitu con spettacoli:
Malabares, Samba de Roda, Puxada de Rede, spettacolo di teatro “neguinho fujão” (rappresentava la storia della capoeira a partire dalla fuga di uno schiavo che fuggì dalla Senzala e fu catturato di nuovo, ma neanche um tronco a cui lui fu legato riuscì a fermarlo, lui si libera e comincia a lottare capoeira). Roda di chiusura. Domenica mattina lezione com Mestre Cacitu capoeira Ragional tutti quanti in un unico gruppo, piÙ di 40 capoeiristi di diverse graduazioni giocando e un pubblico di piÙ di 30 persone. Pranzo di chiusura tutti insieme.

L'obiettivo principale dell'evento, ossia quello di condividere e rafforzare il potere educativo della capoeira è stato raggiunto, oltre a una forte socializzazione tra diversi gruppi di capoeiristi che condividono la stessa passione. La partecipazione sia dei bambini del progetto che di alunni provenienti da fuori è stata rilevante, inoltre durante le serate attraverso le rode aperte al pubblico è stato possibile far conoscere la capoeira a persone che non sapevano nemmeno cosa fosse. Gli insegnanti che hanno condotto le oficine hanno saputo arricchire la pratica della capoeira e i momenti di musica con parole semplici ma profonde che hanno sensibilizzato tutti i presenti, soprattutto per il fatto che la parte orale, teorica e rituale della capoeira è fondamentale per la formazione e la crescita non solo di un capoeirista, ma di un cittadino, in particolar modo se si parla di bambini con situazioni sociali difficili e che identificano nella capoeira uno stile di vita. Il suono del berimbao dà inizio a un momento importante nella giornata di un capoeirista di qualsiasi età perché da quel momento apprendenderà non solo a muoversi seguendo il proprio corpo, ma apprendenderà a vivere fuori dalla roda, ascoltando attentamente le parole dell'insegnate che non è solo un allenatore, ma una figura importante nella formazione di cittadini.

Martedì, 30 dicembre 2008

Com suas pernas: il nuovo progetto che fissa gli obiettivi per il 2009

Com suas pernas significa con le sue gambe.
Tanti sono gli obiettivi del progetto per il 2009, e tra questi dare avvio al processo teso al raggiungimento dell'autosufficienza gestionale della polisportiva, attraverso il completamento dei servizi del centro sportivo, con lo scopo di renderlo appetibile al pubblico pagante. Lo scopo è che la polisportiva diventi punto di attrazione per tutte le persone del territorio, anche per quelle che fortunatamente vivono in condizioni economiche accettabili. La vasta area si presta all'organizzazione di tornei, feste, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, concerti e si propone di organizzare diverse tipologie di corsi aperti anche alla cittadinanza. Tutte queste iniziative possono essere messe a reddito e le quote di frequenza, seppur modeste, che possono essere richieste agli utenti, rappresentano un'opportunità importante per la raccolta di fondi a sostegno dei costi di mantenimento delle strutture.
Le nostre associazioni saranno impegnate nell'organizzazione e nella formazione del personale e degli istruttori sportivi, nella raccolta di risorse economiche indispensabili per ottenere il completamento degli impianti: costruzione dell'infermeria, del magazzino, l'acquisto di due potabilizzatori per l'acqua, la recinzione della piscina, l'arredo e la dotazione per spogliatoi e piscina.
Lo scopo ultimo è liberare risorse che oggi vengono destinate al mantenimento delle strutture sportive ma che sarebbe necessario fossero destinate prioritariamente alle attività della Scuola popolare "Don Arrigo Beccari" con specifico riferimento alla formazione professionale e ai costi relativi all'accoglienza di tanti bambini e bambine bisognosi.

Lunedì, 15 settembre 2008

Diario di viaggio

Dopo 21 ore di viaggio, lunedì 15 settembre siamo arrivati a destinazione.
Noè, il nostro autista che era ad attenderci all'aeroporto, ci ha accompagnato con l'automobile da Goiania (la capitale del Gojas, stato al centro del Brasile) ad Itapirapuã, che dista circa 200 km. Ad accoglierci abbiamo trovato Aparecida Macedo, una delle responsabili del centro per i ragazzi, il Cepami, che ci ha presentato alle famiglie ospitanti.
Le prime cose che ci hanno colpito sono state il colore della terra, che è rosso mattone (come i nostri campi da tennis), il caldo, i tucani e l'ospitalità della gente.

Itapirapuã, che conta circa 10.000 abitanti, è il paese brasiliano in cui Modena Terzo Mondo Onlus e Uisp Modena hanno costruito un centro sportivo, a pochi metri dal Cepami.
Il Cepami è un centro educativo per i bambini con poche o nessuna possibilità economica, dove sono seguiti, durante le ore della giornata nelle quali non frequentano la scuola, da insegnanti di scrittura, disegno, danza, cucito. Questo centro è attivo ormai da oltre dieci anni. I bambini iniziano presto, alle 7 di mattina, e fanno una pausa alle 10, per fare merenda e riprendere le attività fino alle 11,30. L'accoglienza del pomeriggio inizia alle 13 e finisce alle 17,30.
Durante l'arco della giornata, le attività comprendono anche quelle sportive; i bambini e le bambine ne svolgono almeno due. La capoeira e il calcio sulla sabbia si praticano anche nella struttura del Cepami mentre nuoto, calcio e, prestissimo, pallavolo e pallacanestro nel centro sportivo, che si trova di fronte al Cepami, dove ci sono una piscina, un campo da calcio e un campo coperto da basket, calcetto e pallavolo, che adesso è inutilizzabile perché stanno rifacendo il pavimento, ma dovrebbe essere pronto tra pochi giorni.
Al centro sportivo operano, in modo permanente, un allenatore di calcio, due istruttori di nuoto e un insegnante di capoeira. I bambini sono seguiti bene.

Ecco le prime impressioni di Susanna, la prima a decidere di effettuare un viaggio turistico/solidale ad Itapirapuã:
"sto vivendo un'esperienza interessante in una realtà totalmente sconosciuta. Dopo alcuni giorni vissuti nel centro educativo e nel centro sportivo, ciò che più mi ha colpita è il clima sereno, costruttivo e collaborativo che si respira. I bambini sono stimolati in varie attività con competenza e ordine; gli operatori hanno un atteggiamento gentile e nello stesso tempo fermo."

Insomma, la prima impressione sul progetto è stata molto buona, ora si tratta di capire quali sono i possibli miglioramenti.